Il logo utilizzato per
l'identificazione del club è stato scelto e approvato da tutti la sera
stessa dell'incontro che ha visto la nascita ufficiale del Gruppo
Modellisti Badiesi.
Innanzitutto si doveva avere una forte connotazione storica legata al
nostro paese, l'Italia. Doveva ricordare anche l'alto valore dei piloti
italiani del secondo conflitto mondiale ed il loro grande eroismo di
fronte a potenze certamente all'avanguardia nella tecnica e tecnologia
aviatoria. A questo si aggiunse il fatto di voler mantenere anche un
legame con le località del nostro territorio e la tipicità delle
espressioni dialettali dei luoghi.
Inoltre, la lettura del libro "Aviatori Italiani" di
Franco Pagliano, dove si racconta anche la storia di questo personaggio
e la natura del suo motto, hanno praticamente soppiantato ogni altra
alternativa ed il logo è stato accolto con entusiasmo anche dai
modellisti "non aeronautici".
Tutto questo ha la solida base sulla quale costruire un simbolo che
fosse diverso ma allo stesso tempo facilmente riconoscibile nel panorama
modellistico Italiano.
Dobbiamo
ringraziare inoltre i vari gruppi di modellismo che ci hanno supportato
ed aiutato a crescere e principalmente il GPMS- Gruppo Padano
Modellismo e Storia.
Per
comunicazioni: gmbbadia@libero.it
Cliccare
qui per scaricare il depliant del GMBbadia
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Tre aquile ed una palma, lo stemma del 150° Gruppo
Luigi Caneppele nasce a Lavarone (TN) il 23 Settembre 1913. Completati
gli studi superiori si laurea al Politecnico di Milano in Ingegneria
meccanica ed entra a far parte del centro Studi ed Esperienze di Volo a
Vela ove diventa uno dei migliori piloti. Entra così a far parte della
squadra selezionata per partecipare alle Olimpiadi di Berlino dove
stabilisce il nuovo primato Italiano di durata con un volo di sei ore e
due minuti.
Assegnato al 150° Gruppo basato a Torino Caselle si presenta al reparto
indossando la tuta con il distintivo di aliantista con brevetto C, tre
aquile talmente stilizzate che quando gli chiedono cosa siano, lui
risponde in dialetto veneto, "Tre osei" e da quel giorno
diventa per tutti "Gigi tre osei".
Allo scoppio della IIa guerra mondiale è in Sicilia a Trapani-Milo in
forza alla 384a Squadriglia, 157° C.T. Si sposta quindi in
Libia con la 78a Squadriglia, 13° Gruppo del 2° Stormo dove
si conquista la medaglia d'argento al valor militare. Rientrato in
Italia è trasferito alla 77a Squadriglia ma a seguito di un incidente
di volo è trasferito alla ricognizione marittima.
Tornato in Africa con il 150° Gruppo vi rimane fino al fatale incidente
che gli costa la vita il 1° Febbraio 1942 quando, impegnato con un S81
in una missione di trasporto, a causa di una tempesta di sabbia,
precipita nel deserto salvando comunque gran parte degli specialisti
trasportati.
Una seconda medaglia, alla memoria, gli viene in seguito conferita.
Dopo la sua scomparsa il sottotenente De Robilant fa disegnare sul suo
apparecchio i famosi "tre osei". Subito dopo, con l'aggiunta
del nome, di una palma e qualche duna nasce il distintivo del 150°
Gruppo Caccia.
Liberamente tratto da "Araldica del Cielo" di Franco Pagliano RIZZOLI EDITORE |